Posta Elettronica Certificata

La Posta Elettronica Certificata (PEC) ha la stessa efficacia della raccomandata A/R, ma con il vantaggio di essere immediata e con un abbatimento del 90% dei costi.

E’ un sistema che sostituisce la raccomandata A/R e sopperisce agli svantaggi della normale posta elettronica, in particolare quelli legati alla sicurezza; infatti entrambe sono immediate, ma la normale e-mail a differenza della PEC non garantisce né il mittente, né la sicurezza della spedizione, né l’integrità del messaggio spedito.

Con la PEC invece abbiamo la massima sicurezza, perché il servizio è gestito solo da soggetti autorizzati dal CNIPA, che hanno il compito di garantire l’avvenuta consegna dell’e-mail mediante un canale sicuro. Inoltre il Gestore di PEC è tenuto a conservare per 30 mesi la traccia informatica di tutti gli invii e le consegne effettuati.

Nel caso in cui il destinatario fosse dotato di casella PEC, le e-mail spedite avranno lo stesso valore legale della tradizionale raccomandata con avviso di ricevimento: il Gestore di PEC invia al mittente una ricevuta che costituisce prova dell’avvenuta spedizione del messaggio, ed una ricevuta che attesta l’avvenuta consegna del messaggio e dei documenti ad esso allegati, con precisa indicazione temporale, all’indirizzo PEC del destinatario. La trasmissione viene, quindi, considerata di Posta Certificata solo se entrambi gli interlocutori (mittente e destinatario) dispongono di caselle PEC, anche facenti capo a gestori autorizzati diversi.

Ciò non toglie che la casella di PEC possa essere utilizzata come la normale posta elettronica, anche per comunicazioni per cui non sia indispensabile la certificazione dell’invio e della consegna.

Oltre queste caratteristiche il servizio di PEC assicura anche: 

  • Certezza della consegna
  • Semplicità ed economicità di trasmissione
  • Semplicità ed economicità di archiviazione e ricerca
  • Possibilità di consultazione e uso in qualunque momento, anche da postazioni diverse
  • Facilità di invio multiplo

Opponibilità a terzi di quanto spedito: diversamente dalla raccomandata, nella ricevuta di avvenuta consegna sono contenuti anche i documenti allegati al messaggio.

Per attivare una PEC ci si può rivolgere ad uno degli Enti accreditati presso il DigitPA.

P.E.C.: obbligo di iscrizione

QUALI CARATTERISTICHE DEVE AVERE LA P.E.C. DA ISCRIVERE AL REGISTRO IMPRESE

L'indirizzo P.E.C. comunicato al Registro Imprese deve essere valido, attivo ed univocamente riferito all’impresa che ne chiede l’iscrizione  al momento della comunicazione. 

P.E.C. con dominio "@postacertificata.gov.it"

Non è possibile comunicare come Casella PEC dell'impresa quella con il dominio '@postacertificata.gov.it' (PEC del cittadino), in quanto destinata esclusivamente alle comunicazioni tra Pubblica Amministrazione e Cittadino  e non tra privati.

 

IMPRESE OBBLIGATE A COMUNICARE LA PROPRIA P.E.C. AL REGISTRO DELLE IMPRESE 

Sono obbligate a comunicare al Registro delle imprese la propria casella di Posta Elettronica Certificata  tutte le "imprese costituite in forma societaria” (art. 16, comma 6 del D.L. n. 185/2008, convertito nella L. 2/2009);  sono pertanto tenute alla comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata le società di persone e le società di capitali comprese anche:

  • le società in liquidazione
  • le società semplici
  • le cooperative in qualsiasi forma costituite
  • le società consortili
  • le sedi secondarie di società straniere
  • Sono obbligate a comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata anche le imprese individuali (art. 5 Legge 17 dicembre 2012, n. 221, di conversione del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 in vigore dal 20 ottobre 2012).

La domanda di iscrizione del solo indirizzo PEC da parte delle società e delle imprese individuali è esente da imposta di bollo e da diritti di segreteria.

Dal 1° gennaio 2013 è obbligatorio anche per il curatore fallimentare comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, entro dieci giorni dalla nomina. Lo stesso obbligo è previsto anche per il commissario giudiziale del concordato preventivo, il commissario liquidatore ed il commissario giudiziale dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (art. 1, comma 19 della legge n. 228/2012).

Il ritardo nella comunicazione comporta l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'art. 2194 c.cc Da precisare che la PEC iscritta a cura del curatore/commissario giudiziale/commissario liquidatore, si riferisce alla procedura concorsuale in atto e non all'impresa e pertanto non può essere comunicata in sostituzione della PEC dell'impresa, ma solo in aggiunta alla stessa. La comunicazione della PEC da parte del curatore è soggetta al pagamento del solo diritto di segreteria di 10,00 Euro.

La comunicazione della PEC da parte del commissario giudiziale e del commissario liquidatore è soggetta al pagamento del diritto di segreteria di 30,00 Euro e dell'imposta di bollo (Euro 65,00 per società di capitali, Euro 59,00 per società di persone, Euro 17,50 per imprese individuali).

 

SOGGETTI NON OBBLIGATI  

Non hanno l’obbligo di comunicare la PEC al Registro delle imprese:

  • le società e le imprese individuali che presentano (o hanno presentato) istanza di cancellazione al Registro Imprese;
  • le imprese individuali già iscritte al Registro Imprese alla data del 20/10/2012 (data di entrata in vigore del decreto legge che ha introdotto l'obbligo), attive ma soggette a procedure concorsuali.

Hanno la facoltà di comunicare la P.E.C. i seguenti soggetti:

  • i consorzi
  • i G.E.I.E.
  • le associazioni
  • le fondazioni
  • le aziende speciali (iscritte al RI/REA)
  • le unità locali in Italia di società estere.

In questi casi la comunicazione è soggetta al pagamento del relativo diritto di segreteria e dell’imposta di bollo.  

 

COME COMUNICARE/VARIARE L'INDIRIZZO P.E.C. AL REGISTRO IMPRESE 

La comunicazione/variazione della P.E.C. al Registro Imprese avviene attraverso una pratica telematica di Comunicazione Unica che può essere predisposta utilizzando i seguenti strumenti:

  • Comunica Starweb http://starweb.infocamere.it: per imprese individuali e società è una comunicazione di ‘variazione’ dei ‘dati sede’ (dotazione minima necessaria: firma digitale, contratto Telemaco, carta prepagata);
  • modalità semplificata on-line dal sito www.registroimprese.it >Pratica semplice > Iscrizione PEC. (dotazione minima necessaria: possesso di firma digitale)
  • altri software compatibili;
  • sportello camerale*: clicca qui e prenota appuntamento 

 

COSA DEVE FARE L'IMPRESA SE L'INDIRIZZO P.E.C. COMUNICATO AL REGISTRO IMPRESE RISULTA SCADUTO, NON ATTIVO, REVOCATO O CANCELLATO D'UFFICIO

Se la casella PEC comunicata al Registro imprese:

  • risulta scaduta e non è rinnovabile/riattivabile (non viene rinnovata/riattivata dal gestore del servizio)
  • è stata revocata dal gestore
  • è stata cancellata d'ufficio dal Registro Imprese in quanto risultante revocata, inattiva, inesistente (procedimento d’ufficio ai sensi della direttiva MISE del 27/04/2015)

occorre comunicare al Registro delle Imprese, secondo una delle modalità sopra descritte,  un nuovo indirizzo PEC valido, attivo ed univoco dopo averlo richiesto ad uno dei gestori abilitati iscritti nell'elenco pubblicato sul sito dell’Agenzia per l'Italia Digitale.

Se invece la PEC, risultante iscritta al Registro Imprese, è scaduta/non attiva, ma viene rinnovata/riattivata dal Gestore del servizio, anche successivamente alla scadenza, non è necessario effettuare alcuna comunicazione aggiuntiva al Registro Imprese; in questo caso infatti l'indirizzo PEC rinnovato corrisponde a quello che risulta già iscritto al Registro Imprese.

 

COSA SUCCEDE SE UNA SOCIETÀ NON COMUNICA LA PROPRIA PEC AL REGISTRO DELLE IMPRESE?

L’ufficio del Registro delle Imprese che riceve una domanda di iscrizione/denuncia da parte di un’impresa costituita in forma societaria che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, anche a seguito di cancellazione d'ufficio dell'indirizzo, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda/denuncia per tre mesi, in attesa che essa sia integrata con l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata. Trascorso tale periodo ed in continua assenza della P.E.C., la domanda/denuncia viene rifiutata/rigettata (comma 6bis all’art. 16 del d.l. n. 185/2008 aggiunto dall'art. 37 del d.l. n. 5/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 35/2012 e Parere del Consiglio di Stato diffuso dal Ministero dello Sviluppo Economico con propria circolare n. 3660/C del 24/04/2013).

 

COSA SUCCEDE SE UNA IMPRESA INDIVIDUALE NON COMUNICA LA PROPRIA PEC AL REGISTRO DELLE IMPRESE?

L'ufficio del Registro delle Imprese che riceve una domanda di iscrizione/denuncia da parte di un'impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, anche a seguito di cancellazione d'ufficio dell'indirizzo, in luogo dell'irrogazione della sanzione prevista, sospende la domanda/denuncia fino ad integrazione della stessa con l’indirizzo di posta elettronica certificata e comunque per 45 giorni; trascorso tale periodo ed in continua assenza della P.E.C., la domanda/denuncia si intende non presentata e di conseguenza rifiutata/rigettata (art. 5, comma 2 del decreto legge n. 179/2012, convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012).

 

* servizio a pagamento (clicca qui per saperne di più)

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Resp. Francesca Falcioni
Tel. 199.206.017
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dati aggiornati al 31 Luglio 2018